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Terapia Breve Strategica

Una delle peculiarità che distinguono la terapia breve strategica dalle forme tradizionali di psicoterapia è che permette di sviluppare interventi basati su obiettivi prestabiliti e sulle caratteristiche specifiche del problema in questione, anziché su teorie rigide e precostituite. Inoltre ogni tipo di patologia è concepita non come una malattia biologica da guarire, bensì un equilibrio disfunzionale da trasformare in funzionale.

Questa disfunzionalità è sorretta da una dinamica che si autoalimenta e non sulla base di determinate caratteristiche biologiche, né sospinta da oscure pulsioni annidate dall’inconscio e nemmeno come semplice frutto di apprendimenti sbagliati; bensì quale effetto dell’esasperazione e dell’irrigidimento di strategie adattive che si trasformano in disadattive, ovvero « tentate soluzioni» dimostratesi efficaci rispetto a determinati situazioni problematiche, che si convertono in ciò che mantiene e complica il problema anziché risolverlo. Ma proprio perché all’inizio funzionano, queste soluzioni costituiscono il fondamento della reiterata applicazione, sino all’effettiva costruzione della patologia. Pertanto l’intervento terapeutico sarà rappresentato da manovre in grado di interrompere tali controproducenti circoli viziosi. Affinché queste manovre siano efficaci, dovranno essere mirate a sovvertire la logica interna al problema riorientandola verso la sua soluzione.

La soluzione del problema, attraverso la psicoterapia breve strategica è rappresentata, pertanto, da strategie e stratagemmi in grado di far cambiare alla persona le proprie tentate soluzioni disfunzionali, e grazie a ciò indurlo a sperimentare concretamente il cambiamento terapeutico, ossia fare in modo che il paziente modifichi effettivamente la percezione delle cose che lo costringevano a reazioni patologiche. In questa direzione appare fondamentale differenziare, per ogni forma di psicopatologia, i modelli logici dell’interazione disfunzionale che alimentano la loro formazione e persistenza, e sulla stessa linea costruire modelli di logica strategica dell’intervento risolutivo.

Questo è ciò che viene portato avanti dalla seconda metà degli anni Ottanta presso il Centro di terapia strategica di Arezzo e che ha condotto a realizzare protocolli di trattamento specifici per gran parte delle forme di disturbo psichico e comportamentale. L’efficacia e l’efficienza delle strategie e degli stratagemmi terapeutici costruiti ad hoc per le differenti patologie e la loro replicabilità ci hanno condotto poi ad avere una conoscenza effettiva ed empirica del funzionamento di tali equilibri disfunzionali. Tutto ciò spiega l’affermazione apparentemente paradossale: le soluzioni spiegano i problemi.


RISULTATI DI EFFICACIA E DI EFFICIENZA DELLA PSICOTERAPIA BREVE STRATEGICA


Dai risultati si evidenzia come gli esiti positivi dell’applicazione del modello si attestano sul 88% dei casi trattati con efficacia ancora più elevata per i disturbi fobici-ossessivi dove raggiunge il 95%.
L’efficienza relativa alla completa guarigione dal disturbo (che include tre incontri di follow-up) si attesta su una media di 7 sedute per l’intero trattamento. Se invece consideriamo l’azzeramento del disturbo invalidante, ovvero lo sblocco della sintomatologia, nella totalità del campione si è realizzato entro le prime 4 sedute, ovvero a 2/3 mesi dall’inizio della terapia.
Risultati di efficacia dei protocolli di trattamento:

  • Disturbi fobici e ansiosi (95% dei casi)

  • Disturbi ossessivi e ossessivo-compulsivi (89% dei casi)

  • Disordini alimentari (83% dei casi)

  • Disfunzioni sessuali (91% dei casi)

  • Disturbi dell’umore (82% dei casi)

  • Disturbi dell’infanzia e dell’adolescenza (82% dei casi)

  • Disturbi legati alla dipendenza da internet (80% dei casi)

  • Presunte psicosi, disturbo borderline e di personalità (77% dei casi)

Come si può può ben intendere, il fatto che le psicopatologie possano essere decisamente sofferte e persistenti da anni non significa che la terapia debba essere altrettanto sofferta e prolungata nel tempo. Con le parole di William Shakespeare ci piace ricordare che “non c’è notte che non veda il giorno”.


(Fonte: www.centroditerapiastrategica.it)

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